giovedì 15 maggio 2008

Petrolio a 80$ entro la fine dell'anno?

Sembrerà strano scrivere il primo post di questo blog dedicandolo a qualcosa che di sostenibile non ha proprio nulla, il petrolio. Eppure, proprio dal problema "petrolio" sono nate e nascono numerose opportunità di investimento. Sono personalmente un grande fan delle energie rinnovabili e per un investitore che si avvicini alle società del settore - che si occupino di solare, eolico o quant'altro - uno sguardo all'andamento del prezzo del petrolio è fondamentale vista la correlazione tra questi due mercati. In parole povere, usualmente, quando sale uno (prezzo petrolio) sale anche l'altro (solare & c) perchè le rinnovabili diventano più convenienti man mano che il prezzo dell' "oro" nero sale. E viceversa.

Houston, abbiamo un problema. Il petrolio ultimamente sfonda record su record e gravita adesso attorno ai 125$...le rinnovabili, no. Strano, no? O forse stanno solo scontano l'inevitabile storno dei prezzi del petrolio nei prossimi mesi. Lo so, gli analisti di Goldman (e altri big finanziari) hanno sparato target di 200$ e oltre, da ogni parte ci sono proclami di prezzi che rimarranno alti a lungo, e i media che sbandierano a gran cassa i rialzi del greggio che pare non finire mai. Da ogni dove ci si chiede perchè, come e quando di questo rialzo infinito, i catastrofisti prevedono il collasso dei sistemi occidentali, c'è chi afferma che il mercato è fallito, scienziati ed esperti si arrovellano sparando teorie e ipotesi più disparate...forse cercano le risposte nel posto sbagliato.


Ci propinano la "favola" (vera solo in parte) dell'aumento della domanda per giustificare quello che in gergo finanziario si chiama "spike" (cuspide) di breve termine. Uno spike è un aumento repentino dei prezzi di un oggetto finanziario spesso non pienamente giustificato dai fondamentali. Precisamente quanto si sta verificando sul prezzo del petrolio negli ultimi due anni, prendetevi lo storico del petrolio a lato e chiunque penso si accorgerà di quello che nel settore finanziario sappiamo già...BOLLA. Ciò che è in atto sul mercato petrolifero è una bolla speculativa, sicuramente meno giustificata dello spike degli anni 70 improvviso e imprevedibile. Negli anni 70 poi finì molto male per il prezzo del greggio, anche se ci vollero diversi anni.


Come si forma una bolla così?

1)Si prende un dato di fatto, una tendenza di fondo, cioè l'aumento graduale della richiesta del petrolio a causa dello sviluppo di alcuni paesi emergenti a fronte della lenta diminuzione dell'offerta. Questa è la "scusa" che verrà usata per giustificare un movimento abnorme rispetto dal dato oggettivo della crescita della domanda.

2)Si prendono montagne di denaro disponibili magari perchè la banca centrale americana (e non solo) ha inondato di liquidità il mercato del credito per fronteggiare il "mess" subprime. Senza dimenticare i soldi in uscita dall'azionario, soldi che da qualche parte devono pure andare...(non certo nelle obbligazioni americane che fruttano il 2% o poco più ora).

3) Ci si approfitta di un mercato in squilibrio dal lato dell'offerta, controllata a piacimento da un cartello di individui OPEC che non chiede altro di incassare $$$. Si sfrutta una regolamentazione americana sui futures che privilegia le operazioni rialziste su quelle rialziste.

4) Si inizia ad acquistare massicciamente futures sul petrolio sulla borsa merci USA, sapendo che difficilmente si verrà contrastati grazie ai vantaggi di cui sopra.

Et voilà, il petrolio passa in due anni da 60 a 125 (dopo aver oscillato per lustri in un range ristretto...chi mai avrà portato tanta volatilità). Questa si chiama speculazione e ha poco a che fare con i normali equilibri che regolano domanda e offerta. Lo stesso ministro saudita Ali al-naimi, in un'intervista recente, ha affermato che l'aumento "ha più a che a fare con la volatilità dei mercati finanziari che con i fondamentali" ... e se lo dicono pure loro...

C'è un altro elemento comune a tutte le bolle: il loro crollo rovinoso. Vedere grafico sopra per credere. Tanto si sale, più in basso si scende. La speculazione non esiste solo al rialzo, ma anche al ribasso. Se l'OPEC continua ad essere miope e non si adopera per creare una discesa "soft" potrebbero trovarsi col petrolio a 80$ o peggio per la fine dell'anno. Il mercato non ha fallito, come ha scritto un esperto di recente, è solo irrazionale; come le persone che lo costituiscono. Ma sa come autoregolarsi, sempre.

Allego questo grafico facendovi notare un particolare di breve termine interessante: quegli istogrammi a sinistra sono i volumi per ogni livello di prezzo. Notate come i volumi di acquisto dei futures sul petrolio diminuiscano da 100 in su...indizio che "i big" dell'investimento, gli istituzionali, (banche, hedge fund, ecc. ecc.) acquistano sempre meno e lasciano sempre più il campo ai trader intraday. Ora notate quella bella barra lunga lassù, a 125, con prezzi fermi...tutto quel volume e prezzi fermi?? Cosa succede? "Distribuzione", per chi conosce l'analisi tecnica. Gli istituzionali, i big, stanno smobilitando le posizioni, vendendo, piano piano senza far scendere troppo il prezzo. Lasciano la patata bollente al parco buoi.

Cautela in questo preciso momento nell'acquisto di società che operano sul rinnovabile...con la mina "petrolio" che potrebbe esplodere da un momento all'altro ci si potrebbe fare del male, nel breve termine.


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